GIRALDI CINTHIO Giovan Battista.
HECATOMMITHI overo CENTO NOVELLE DI M.GIOVANBATTISTA GIRALDI CINTHIO NOBILE FERRARESE. Nelle quali, oltre le dilettevoli materie, si conoscono moralità utilissime agli huomini per il ben vivere; & per destare altresì l'intelletto alla sagacità. Potendosi da esse, con facilità apprendere il vero modo di scrivere Toscano. Di nuovo rivedute, corrette, & riformate in questa Quinta impressione. In Venezia, Appresso Fabio, & Agostin Zoppini, 1584.
- Opera in due parti raccolte in unico volume, dedicata a Giovanni Finetti. Presentazione di Enea De Alaris. Cm.20x15. Pg.(16), 252; 232, (16). Legatura in mz.pergamena con piatti marmorizzati. Marche tipografiche impresse ai due frontespizi. Capilettera e piccoli cartigli incisi. Tracce d'uso. Alcune notazioni di proprietà ad inchiostro. Piccole abrasioni che non ledono il testo alle ultime carte. Il testo è preceduto da una "Lettera del Sig.Bartholomeo Cavalcanti", da una "Lettera del Sig.Sallustio Piccolomini" e da due Sonetti di Lazaro Donzelli e Lucio Latini. Letterato, scrittore drammatico e novellista, Giambattista Giraldi, altrimenti noto come Cinthio, o Cinthius, o Cinzio (Fearrara, 1504-1573) insegnò a Ferrara, Mondovì, Torino e Pavia e fu protagonista di una riforma del teatro tragico imperniata sulle finalità morale del teatro di imitazione degli antichi greci. Gli "Ecatommiti", raccolta di 112 novelle ispirate al moralismo aristotelico, furono pubblicati nel 1565. "Tutte le novelle si concludono col trionfo della virtù e la punizione del vizio; tuttavia vi s'incontrano certe oscenità, che potrebbero destare meraviglia, se non si tenesse presente che la letteratura controriformistica fu tanto moraleggiante quanto lasciva" (Azelia Arici). Tra le novelle forse la più celebre è quella del Moro di Venezia, che ispirò l'Otello di Shakespeare. > Adams, I, 707. Graesse, III, 88. Brunet, II, 1609.
[Bookseller: studio bibliografico pera snc]
|