SERMONETA, GIOVANNI
Questiones subtilissime Johannis Sermonete super libros afforismorum. Eiusdem super librum Tegni.
Venetiis Octaviani Scoti per Bonetum Locatellum 31 marzo 1498 Folio (cm 31.5) pergamena floscia cinquecentesca, con titolo manoscritto al dorso, bell’esemplare fresco e marginoso. Testo su 2 colonne in car. gotico 66 linee, cc. nn. 74 (di cui l’ultima bianca orig.), con iniziali xilogr. Seconda edizione di questo raro incunabolo, che contiene le annotazioni e il commento di Giovanni da Sermoneta alla ‘Tegni’ di Galeno e agli Aforismi di Ippocrate. Le opere di Galeno (131-201 d.C.), come noto, rielaboravano in chiave moderna il pensiero di Ippocrate (v sec. a.C.), e per tale motivo furono tramandate quasi sempre insieme agli scritti di quest’ultimo, divenendo sin dall’antichità il punto di partenza obbligato per l’apprendimento della scienza medica. Il nucleo centrale costituito dagli scritti di Galeno e Ippocrate – circolanti sia in greco che nelle traduzioni arabe e latine – si fuse nel Medioevo con altri brevi testi, dando vita a quelle raccolte che configurarono il canone della medicina nelle università italiane fino alla fine del Cinquecento. La più famosa di queste raccolte, la cosiddetta Articella (attestata in Francia fin dal xii secolo e stampata più volte tra il 1476 e il 1493), privilegia proprio la Tegni – titolo che deriva dalla traslitterazione latina dell’originale greco Techne iatrikè, cioè arte medica – e gli Aforismi, a conferma di una centralità e di una importanza di queste due opere che trovava riscontro nei sempre più numerosi commenti scolastici. L’Articella iniziò a circolare in Italia nel Trecento, là dove l’insegnamento della medicina – anche grazie all’influsso della scuola aristotelica – era a livelli più avanzati, e cioè Bologna e Padova. Nello Studio patavino furono attivi professori molto famosi, come Pietro d’Abano (m. 1315) e Jacopo da Forlì (m. 1414), autore quest’ultimo di un importante commento alla Tegni e agli Aforismi e maestro di Giovanni da Sermoneta, che fu suo allievo tra il 1411 e il 1412. Di Giovanni da Sermoneta, attivo nella prima metà del Quattrocento e morto dopo il 1438, non si conservano purtroppo molte notizie. Sappiamo di lui che intraprese dapprima lo studio della Arti e che esercitò in seguito la professione medica, affiancandola all’insegnamento della filosofia. Le Questiones subtilissime – declamate, come si ricava nel colophon, a Bologna nel 1430, "in parte teoretiche e in parte pratiche" (De Renzi, p. 454) – sono il frutto di una formazione giovanile in cui erano confluiti elementi di scolasticismo e aristotelismo ancora medievali e altri più vicini a un rigore scientifico già moderno. Resta forte in lui la tendenza, diffusa per la medicina dell’epoca (basti pensare al già citato Pietro d’Abano), a collegare medicina e astrologia. L’ipotesi dell’influsso degli astri trova conforto già nella teoria ippocratica e galenica degli "umori", per cui gli elementi vitali del corpo umano vengono accesi o sopiti da determinati pianeti. Sermoneta applicava in prima persona queste teorie: se è vero quanto riportato da Girolamo Torrella – anch’egli medico, astrologo e autore di un commento alla Tegni di Galeno – nel suo Opus praeclarum de imaginibus astrologicis (Valencia, 1496), Giovanni era solito curare i suoi problemi intestinali grazie al beneficio apportato dalla raffigurazione di un leone incisa in un particolare periodo dell’anno e sotto l’influsso di una certa costellazione (Thorndike, iv, p. 576), pratica che ricorda in maniera evidente la credenza medievale secondo cui determinati oggetti – come pietre o simboli – sarebbero in grado di "catalizzare" le forze astrali. La stretta derivazione dell’opera del Sermoneta da quella del suo maestro non era sfuggita ai suoi editori, che soltanto tre anni prima avevano dato alle stampe anche il commento di Jacopo da Forlì, all’interno di un più ampio progetto editoriale di pubblicazione di opere scientifiche e mediche. "The most striking features of his quaestiones on the Tegni is that he acts mainly as a logician analysing the arguments of his predecessors. He is especially keen on finding log
[Bookseller: Studio Bibliografico Paolo Rambaldi]
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