Gregorius IX
Decretales cum glossa. [edito da Franciscus Moneliensis]
incunaboli, Venezia 1481 In-folio (428x286 mm.), [314] c. l’ultima bianca. Carattere gotico (73 Ga per il testo), (73 Gb per il commento), testo su due colonne inquadrato dal commento su 72 linee, spazi per iniziali con letterine guida, incipit dei cinque libri e 185 titoli stampato in rosso, grande marca tipografica di Jenson in rosso al verso della penultima carta, interamente rubricato in rosso e blu. Legatura coeva di area tedesca in cuoio con impressioni a secco su assi di legno, dorso a quattro nervi, conservati i quattro fermagli metallici, mancano i lacci. Bell’esemplare, marginoso, qualche gora nei margini, alcune piccole macchie, note marginali di antica mano. Una fenditura sul piatto anteriore anticamente riparata. Bella e rara edizione veneziana dei Decretales con il commento di Francesco di Moneglia. Fin dal momento della sua assunzione al pontificato nel 1227, Gregorio IX aveva intenzione di pubblicare una raccolta completa e autentica di decretali che servisse ad eliminare quelle compilate da privati pur dopo il Decretum di Graziano. Nel 1230 il papa affidò questo incarico a Raimondo di Pe?afort, già maestro presso lo studio di Bologna e in quel tempo cappellano e penitenziere del pontefice; il 5 settembre 1234 Gregorio IX pubblicò la raccolta con la bolla Rex pacificus inviandola alle Università di Bologna e Parigi. Il motivo della collezione, come spiega la bolla di promulgazione, fu quello di raccogliere le decretali dei predecessori, fino ad allora disperse, in un solo corpo, dotato di autorità. È probabile che il pontefice intendesse altresì collocare definitivamente, anche nella forma esteriore, il diritto canonico all’altezza del diritto romano mettendo al riparo da qualsivoglia possibile contestazione il potere legislativo del pontefice. L’opera è divisa in cinque libri che trattano differenti materie secondo l’ordine indicato dal noto verso: iudex, iudicium, clerus, conubia, crimen; comprende 185 titoli e 1871 capitoli; vi furono incluse decretali di papi, da Bonifacio I in poi – particolarmente numerose quelle di San Gregorio Magno e di Innocenzo III – canoni di concili, da quello di Sardica al IV lateranense, passi ricavati dalla Bibbia, da opere di santi, oltre ad alcuni titoli tratti da capitolari franchi e dal diritto romano. La collezione di Gregorio IX, autentica e universale, emanata cioè dalla suprema potestà legislativa con valore di legge per tutta la Chiesa, una e esclusiva perché il papa abolì tutte le collezioni precedenti a eccezione del decreto di Graziano e tolse valore agli stessi originali delle decretali da lui raccolte, incontrò subito il massimo favore e fu ben presto commentata. La glossa autentica fu fissata in un primo mometo da Bernardo da Botone quindi da Giovanni d’Andrea; importanti sono altresì i commenti di Sinibaldo Fieschi e Niccolò de’Tedeschi. IGI 4457; BMC V 302; Goff G 453.
[Bookseller: MEDA RIQUIER RARE BOOKS]
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