Lactantius, Lucius Caecilius Firmianus (ca. 245-ca. 323).
[Opera].
Venezia, Johannes de Colonia e Johannes Manthen, 27 agosto 1478. "In-folio (mm 298x196). Segnatura:a12, b-m10, n8, o-r10, s-x8, y10, z8, 3-48; 228 carte non numerate di cui la prima bianca. Caratteri 109R2 e 110G. Alla carta b1 splendida iniziale miniata ‘M’ con corpo a foglia d’oro, decorata da motivi floreali in rosa, blu, verde, giallo e contenente un ritratto dell’autore coronato d’alloro entro medaglione circolare; al margine inferiore, racchiuse in serto d’alloro, armi non identificate composte da una croce in oro su tre promontori in campo verde con decorazioni floreali ai lati; nel testo dieci belle iniziali con corpo della lettera in oro, miniate in verde, blu, rosa con decorazioni floreali a pennello in bianco sul fondo; gli altri capilettera in blu o in rosso, segni di paragrafo in rosso. Legatura cinquecentesca in pergamena rigida, dorso a tre grandi nervi con titolo e antica segnatura scritti a mano. Esemplare in ottimo stato di conservazione, alcune carte con barbe; qualche foro di tarlo alle prime e alle ultime carte. Antica segnatura manoscritta biffata alla prima carta; ex-libris di George Abrams e della Biblioteca Philosophico Ermetica al contropiatto anteriore. Rara edizione veneziana dell’opera del grande apologista cristiano che è una ristampa di quella impressa, sempre a Venezia, da Vindelino da Spira nel 1472. Alcuni esemplari dell’edizione di Vindelino contenevano un quaderno aggiuntivo – mancante nella maggior parte dei casi – recante l’Epitome divinarum institutionum di Lattanzio. Anche Johannes de Colonia e Johannes Manthen stamparono questo quaderno separatamente, dal momento che esso non viene segnalato nel registro, e che si trova, nel nostro esemplare, legato tra la carta 7 e la carta 8 del fascicolo ‘z’. Come tutte le impressioni antiche l’Epitome reca solo i capitoli dal 56 in poi dal momento che la parte iniziale dell’opera (capitoli 1-55) non verrà scoperta e pubblicata fino al 1712. Il poema di Lattanzio Phoenix è seguito da estratti riguardanti la fenice tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, dal De resurrectione di Venanzio Fortunato e dall’Inferno di Dante (xxiv, vv. 106-111, qui alla c. 218r). HC* 9814; BMC v, 233; Goff L, 9; IGI 5625. A beautiful well-preserved copy of a rare Venetian Lactantius edition. Decorated by an opening historiated miniature showing the author with a book in his hand. From the George Abrams collection."
[Bookseller: Philobiblon S.r.l.]
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